Vero, 2013, papaveri, pigmento, rete metallica, cm. 28X105X105, Atipografia, Arzigniano (VI), ph. Luca Peruzzi

Vero (papaveri)

Vero, 2013, papaveri, pigmento, rete metallica, cm. 28X105X105, Atipografia, Arzigniano (VI), ph. Luca Peruzzi
Vero, 2013, papaveri, pigmento, rete metallica, cm. 28X105X105, Atipografia, Arzigniano (VI), ph. Luca Peruzzi
Vero, 2013, papaveri, pigmento, rete metallica, cm. 28X105X105, Atipografia, Arzigniano (VI), ph. Luca Peruzzi
Vero, 2013, papaveri, pigmento, rete metallica, cm. 28X105X105, Atipografia, Arzigniano (VI), ph. Luca Peruzzi

Raccogliere un papavero, spogliarlo un po’ a malincuore dei suoi petali rossi e premere forte il centro del fiore sulla fronte fino a quando sulla pelle rimane impressa una stellina.
Un tatuaggio rudimentale, che dopo poco scompare lasciandoci con un sottile senso di perdita.

 

 

VERO

mazzetti di papaveri raccolti nel mese di maggio del 2013, riuniti tra loro appoggiati a terra formano un piano sospeso circolare in espansione, il pigmento bianco e l’inchiostro rendono più visibile lo stigma che si ripete in modo leggermente diverso in ogni pianta.

 

"Il papavero comune (Papaver rhoeas), pianta della mietitura, dipende dalle pratiche agricole. Appare su un terreno rivoltato o solcato. Non altrove. Con le messicole e le avventizie delle colture, appartiene alla serie delle erbe combattute, dunque minacciate di estinzione ma dotate di un grande potere di rigenerazione".

Gilles Clement

Manifesto del Terzo paesaggio