Respiro per Cascia, 2016, rete metallica, site-specific

A fresco 2016, Cascia (PG)

Respiro, 2016, rete metallica
A-fresco, sant. Antonino Abate, Cascia, (PG)
A-fresco, 2009-16 mattoni e transfer fotografico
Saluti da Cavarzere, 2009-16 mattoni e transfer fotografico
Saluti da Cavarzere, 2009-16 mattoni e transfer fotografico
Senza titolo, 2015, rete metallica
Respiro-campo, 2016, rete metallica, cm. 37X37
Respiro-fienile, 2016, rete metallica, cm.29x23x2

A-FRESCO
LuciSorgenti
Sant. Antonino Abate, Cascia (PG)

Non un luogo più appropriato per la personale di Marta Allegri: una chiesa – dedicata ad un santo, quale S. Antonio Abate, legato alla tradizione contadina – dai colori caldi della terracotta e del legno, dove far comunicare la dimensione rurale delle opere dell'artista, che da anni riflettono sulla natura e l'architettura abbandonata delle campagne venete. Tra le opere, un tappeto di mattoni – trovati tra le case in rovina – che porta con sé lo strappo delle immagini fotografiche delle case abbandonate di Cavarzere, città in cui vive. Questo si relaziona con gli affreschi intatti presenti nella chiesa. Il suo è un affresco strappato sia per la tecnica, che per l'immagine dell'abbandono architettonico, strappato al paesaggio. In esposizione anche piccoli lavori realizzati con le reti industriali, con cui Marta lavora da anni, questa volta per richiamare sia i recinti degli animali, che le finestre dei fienili, le barriere protettive dei luoghi montuosi, ma anche le grate delle suore di clausura del vecchio monastero. Quest'ultime richiamate – con un lavoro site-specific –  nella stanza più buia della chiesa, in cui l'artista chiude una nicchia, lasciando penetrare lo sguardo dell'osservatore nell'oscurità tra le trame delle reti e gli spazi lasciati aperti dal disegno di un forato industriale, per sottolineare sia un' idea di chiusura che di respiro. Un'opera forte, che si presenta immediatamente come una barriera, un ostacolo, solo apparentemente impenetrabile.

L'artista vede l'arrivo a Cascia con le sue opere, come un pellegrinaggio... per concludere questo cammino, pone – in un punto raccolto della chiesa –, un grande mazzo di fiori a forma circolare, che evoca il cielo, composto da tanti piccoli mazzetti di papavero, o meglio dal loro pistillo tinteggiato.

Miriam Montani