Trital, 2015, tritacarne, polvere di mattone, installazione, cucina alloggio religiose Ex colonia Eni, Borca di Cadore (BL)

Sul Confine

Sul confine, 2014-17, polvere di mattone vasi, tritacarne, fotografia , cucina alloggio religiose Ex colonia Eni, Borca di Cadore (BL)
Sul confine, 2014-17, polvere di mattone vasi, tritacarne, fotografia , cucina alloggio religiose Ex colonia Eni, Borca di Cadore (BL)
Sul confine, 2014, fotografia digitale
parole nel vuoto, 2014, pentola, fornello, salsa di pomodoro, installazione attiva, cucina alloggio religiose Ex colonia Eni, Borca di Cadore (BL)
la cucina, fotografia storica dall’archivio del villaggio Eni di Borca di Cadore

SUL CONFINE
Alloggi delle religiose ex colonia, Borca di Cadore

La cucina è lo spazio più piccolo, nascosto e buio, all’interno degli alloggi delle religiose, è il luogo del conflitto, qui si trovano le materie prime che attraversano i processi di trasformazione.
Una pentola sopra ad un fornello a gas, contiene salsa di pomodoro, le lettere traforate sul coperchio, lasciano passare il vapore, l’odore si diffonde nelle stanze e copre quello forte e pungente delle polveri e delle muffe modificando la percezione di questi spazi abbandonati.
La scritta Parole nel vuoto, fa riferimento al testo di Adolf Loos, che definisce la distanza tra architettura e ornamento.
Accanto al lavandino è esposta la foto di una vecchia casa rurale di dimensioni modeste, il campo coltivato si spinge fino al suo confine e sulla facciata una grande apertura ci mostra lo spazio interno, l’intonaco e le pareti bianche e azzurre. Quello che sembra un crollo dato da uno sfondamento violento, è il risultato di un lento cedimento, un trave in legno esposto alle intemperie non sostiene più i mattoni sopra la porta.
La credenza della cucina diventa un piano di lavoro.  Polvere di mattone dentro grossi vasi per la conserva, testimoniano l’ossessione verso una complessità, il senso di sconfitta, l’incapacità di trovare soluzioni, una macchina che macina carne La Certosa  con riferimento all’isola della laguna di Venezia, che macina, i ruderi dei depositi di munizioni, la sua storia, per renderla polvere da nascondere sotto terra.
Freddo e caldo, i colori di questa stanza hanno una temperatura, sono l’azzurro cielo ed il colore della terracotta.
Luce abbagliante nel grande salone, una grande vetrata invita a scrutare l’orizzonte, il tempo si rallenta, facilitando la contemplazione e l’attività del pensiero.